Pasqua, l’amore che dà la vita

Vita diocesana entra nelle vostre case all’inizio della Settimana Santa; sono i giorni più santi dell’anno. Non sciupiamoli eclissando il volto di Gesù, crocifisso e risorto. Soltanto tenendo lo sguardo fisso su di Lui impariamo la lezione della croce, dove la parola amore significa dono totale della vita.

Ogni anno la Settimana Santa ci aiuta a rafforzare il nostro amore verso Gesù. Egli ha dato tutto per noi. Il suo è il vero volto dell’amore. Più questo volto si imprime in noi, tanto più riusciamo a rendere il nostro simile al suo. Occorre, però, riconoscere che proviamo un senso di smarrimento di fronte alla croce.

Eppure nella vita di Gesù tutto fiorisce nel momento in cui tutto dona. Perché non ci scandalizzassimo di Lui, ha raccontato la parabola del chicco di grano che deve cadere nella profondità della terra, morire, per diventare spiga capace di sfamare l’umanità. I giorni della Settimana Santa racchiudono, dunque, il cuore della fede cristiana, perché «Se Cristo non è risorto – ci avverte san Paolo – è vana la vostra fede» (1 Cor 15,14). Tutta la nostra vita e il nostro futuro gravitano attorno a questa verità. Attraverso i secoli generazioni di credenti hanno trovato la forza di testimoniare il Vangelo, perché fortificati dalla certezza che Gesù ha vinto la morte con la sua risurrezione.

Anche oggi, la Chiesa ha i suoi martiri, uccisi perché testimoniano l’amore gratuito di (Dio, come è successo per le quattro suore di madre Teresa di Calcutta, massacrate mentre svolgevano il loro servizio accanto a malati e anziani. Chi crede che Gesù è risorto, non ha paura. Anche i passaggi più difficili della vita sono illuminati dalla certezza che il Signore ci è accanto e non ci lascia soli. A volte il dolore sembra spegnere la speranza e azzerare l’entusiasmo.

Ma quest’onda nera è obbligata a fermarsi sulle scogliere della fede forte e robusta nella risurrezione. Non dobbiamo aver paura! Occorre ripetere come san Paolo? «Chi ci separerà dall’amore di Cristo!» (Rom 8, 35). Nulla! Giustamente un padre della Chiesa (Isacco di Ninive) fa quest’affermazione: «Il più grande peccato è non credere nelle energie della risurrezione», il che equivale a cadere nel pessimismo e anche nella disperazione. Se Cristo è risorto nulla diventa irreparabile nella nostra vita.

Tutto si può ricostruire. Da un cumulo di macerie può rinascere una bella costruzione. Ciò che il peccato distrugge, l’amore ricostruisce. Voglio augurare a tutti una Santa Pasqua con questo pensiero: non abbiate paura di affidarvi a Cristo, sublime architetto capace di dare bellezza e luce ai labirinti più oscuri della vostra vita, Lui che ha vinto la morte, il nostro ultimo nemico.

+Pier Giorgio Debernardi